<div> <div> <p><a class="tumblr_blog" href="http://martinastalla.tumblr.com/post/27902464119/genova-24-07-2012-ministro-profumo-ecco-qui" target="_blank">martinastalla</a>:</p> <blockquote> <p align="right" class="MsoNormal">Genova, 24/07/2012</p> <p class="MsoNormal">Ministro Profumo,</p> <p class="MsoNormal">ecco qui l’ennesima lettera di lamentela che non leggerà mai, perchè ormai il divario tra l’Olimpo della classe politica o dirigente ed il comune cittadino è incolmabile.</p> <p class="MsoNormal">Se poi il cittadino ha la sfortuna di appartenere alla mia generazione, si tratta davvero di parole al vento, che tuttavia sento il bisogno di scrivere.</p> <p class="MsoNormal">Perché quest’oggi per me è fondamentale dire che ce l’ho messa davvero tutta, che ho studiato molto, avendo ben presenti i miei limiti di tempo, avendo un lavoro precario ma piuttosto impegnativo; ma anche i miei limiti cognitivi: fatico a memorizzare dettagli nozionistici, ragion per cui da sempre attuo strategie alternative che mi consentono di svolgere scrupolosamente  le mie mansioni e che mi hanno consentito di diplomarmi e poi laurearmi con ottimi voti.</p> <p class="MsoNormal">Ogni mattina ho puntato la sveglia alle cinque per ripassare; alle otto e mezza mi recavo al lavoro sino alle sei o alle sette, come di consueto: posso affermare con orgoglio che il mio studio non ha mai inciso sulla qualità delle mie attività lavorative.</p> <p class="MsoNormal">A casa poi,  ho studiato ogni sera sino alle undici passate. </p> <p class="MsoNormal">Si sente spesso dire che la mia generazione non conosca il concetto di sacrificio; dal mio punto di vista questo periodo di privazione di qualsiasi svago e di parte del sonno è una condizione che quantomeno si avvicina al sacrificio.</p> <p class="MsoNormal">Non voglio cadere nelle trappole della retorica con queste immagini patetiche, perchè la questione è invece banale: ero motivata, disposta a pagare in termini di fatica ed anche in termini economici (manualistica, corsi, contributo di cento euro per accedere alla prova) la mia aspirazione ad ottenere l’ammissione al tirocinio abilitante all’insegnamento; possibilità che, ad oggi, mi era stata preclusa.</p> <p class="MsoNormal">Mercoledì scorso mi sono sottoposta alla prima prova di accesso al Tirocinio Formativo Attivo per la classe di insegnamento codificata come A051.</p> <p class="MsoNormal">Non ho le competenze per esprimere giudizi sulla qualità e sull’oggettività del criterio di selezione che si è scelto di adottare.  Ma ho conoscenze e buon senso sufficienti a riconoscere una prova arbitraria e, quel che è grave, vergognosamente sciatta. Appare evidente che nessuno si è preso la briga di rileggere e verificare le domande.</p> <p class="MsoNormal">Ho trovato questa negligenza offensiva.</p> <p class="MsoNormal">Valiamo davvero così poco? Il nostro tempo, la nostra fatica, il nostro denaro non vale nemmeno una rilettura attenta? Cosa hanno da dire a loro discolpa i responsabili della stesura della prova?</p> <p class="MsoNormal">Chiedere a ragazzi precari come me (o peggio, disoccupati) cento euro per una selezione del genere significa avvallare e benedire un abuso ed una truffa.  E’ approfittare della buona fede di chi è diposto a investire  in un contributo che avrebbe dovuto esser speso per una selezione qualitativamente accettabile non per una prova con domande con il gusto per il virtuosismo nozionistico, che non  sono nemmeno mai state rilette e verificate.</p> <p class="MsoNormal">Ho imparato la lezione, l’ennesima lezione, a trent’anni suonati dopo cinque anni di precariato. Non vi darò nuovamente l’opportunità di abusare della mia buona fede e del mio impegno.</p> <p class="MsoNormal">La verità è che non mi meritate; è presuzione? Può darsi.  Non lo saprete mai, perchè ho deciso di dare retta ai molti miei amici espatriati che da anni mi raccontano il loro stupore di fronte al valore ed al merito premiati o di fronte a servizi che funzionano.</p> <p class="MsoNormal">Me ne vado.</p> <p class="MsoNormal">L’unico lato positivo della nostra attuale condizione è che non abbiamo molto da perdere o da lasciare qui.  </p> <p class="MsoNormal">Voi invece avete perso una generazione.</p> <p class="MsoNormal">Sinceramente non più  vostra,</p> <p class="MsoNormal">Francesca</p> <p class="MsoNormal">(francesca[punto]grasso82@hotmail.it)</p> </blockquote><p>(via <a href='http://kon-igi.tumblr.com/post/27902597078/martinastalla-genova-24-07-2012-ministro'>kon-igi</a>)</p> </div> </div> http://tmblr.co/ZPjD3yP-874A 3 nanosecondi dopo i nostri guai

martinastalla:

Genova, 24/07/2012

Ministro Profumo,

ecco qui l’ennesima lettera di lamentela che non leggerà mai, perchè ormai il divario tra l’Olimpo della classe politica o dirigente ed il comune cittadino è incolmabile.

Se poi il cittadino ha la sfortuna di appartenere alla mia generazione, si tratta davvero di parole al vento, che tuttavia sento il bisogno di scrivere.

Perché quest’oggi per me è fondamentale dire che ce l’ho messa davvero tutta, che ho studiato molto, avendo ben presenti i miei limiti di tempo, avendo un lavoro precario ma piuttosto impegnativo; ma anche i miei limiti cognitivi: fatico a memorizzare dettagli nozionistici, ragion per cui da sempre attuo strategie alternative che mi consentono di svolgere scrupolosamente  le mie mansioni e che mi hanno consentito di diplomarmi e poi laurearmi con ottimi voti.

Ogni mattina ho puntato la sveglia alle cinque per ripassare; alle otto e mezza mi recavo al lavoro sino alle sei o alle sette, come di consueto: posso affermare con orgoglio che il mio studio non ha mai inciso sulla qualità delle mie attività lavorative.

A casa poi,  ho studiato ogni sera sino alle undici passate. 

Si sente spesso dire che la mia generazione non conosca il concetto di sacrificio; dal mio punto di vista questo periodo di privazione di qualsiasi svago e di parte del sonno è una condizione che quantomeno si avvicina al sacrificio.

Non voglio cadere nelle trappole della retorica con queste immagini patetiche, perchè la questione è invece banale: ero motivata, disposta a pagare in termini di fatica ed anche in termini economici (manualistica, corsi, contributo di cento euro per accedere alla prova) la mia aspirazione ad ottenere l’ammissione al tirocinio abilitante all’insegnamento; possibilità che, ad oggi, mi era stata preclusa.

Mercoledì scorso mi sono sottoposta alla prima prova di accesso al Tirocinio Formativo Attivo per la classe di insegnamento codificata come A051.

Non ho le competenze per esprimere giudizi sulla qualità e sull’oggettività del criterio di selezione che si è scelto di adottare.  Ma ho conoscenze e buon senso sufficienti a riconoscere una prova arbitraria e, quel che è grave, vergognosamente sciatta. Appare evidente che nessuno si è preso la briga di rileggere e verificare le domande.

Ho trovato questa negligenza offensiva.

Valiamo davvero così poco? Il nostro tempo, la nostra fatica, il nostro denaro non vale nemmeno una rilettura attenta? Cosa hanno da dire a loro discolpa i responsabili della stesura della prova?

Chiedere a ragazzi precari come me (o peggio, disoccupati) cento euro per una selezione del genere significa avvallare e benedire un abuso ed una truffa.  E’ approfittare della buona fede di chi è diposto a investire  in un contributo che avrebbe dovuto esser speso per una selezione qualitativamente accettabile non per una prova con domande con il gusto per il virtuosismo nozionistico, che non  sono nemmeno mai state rilette e verificate.

Ho imparato la lezione, l’ennesima lezione, a trent’anni suonati dopo cinque anni di precariato. Non vi darò nuovamente l’opportunità di abusare della mia buona fede e del mio impegno.

La verità è che non mi meritate; è presuzione? Può darsi.  Non lo saprete mai, perchè ho deciso di dare retta ai molti miei amici espatriati che da anni mi raccontano il loro stupore di fronte al valore ed al merito premiati o di fronte a servizi che funzionano.

Me ne vado.

L’unico lato positivo della nostra attuale condizione è che non abbiamo molto da perdere o da lasciare qui.  

Voi invece avete perso una generazione.

Sinceramente non più  vostra,

Francesca

(francesca[punto]grasso82@hotmail.it)

(via kon-igi)

Notes

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    a meno che, cara carissima Francesca sorella, a meno che - dicevo - non abbiano perso un bel nulla e questo non sia...
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  12. plasson said: ottimo, io volevo provarci l’anno prossimo. sempre meglio.
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