La solitudine ha tempi e luoghi.
Se potessi scegliere una stagione da far durare più delle altre per poterla godere al meglio, credo che sceglierei l’autunno. L’estate per me è come essere schiaffeggiati di continuo da madre natura, fino a rimanere senza fiato e storditi. Inoltre questa stagione accentua in me un senso di alienazione e la percezione che la gente stia “impazzendo”.
Se penso al senso di solutine, a volte apprezzato altre detestato, realizzo che la solitudine ha tempi e luoghi ben precisi.
Se si pensa a una casa isolata e imbiancata lungo una scogliera, l’idea di solitudine sarà positiva d’estate e negativa d’inverno.
Un uomo che cammina per dei vicoli sotto una pioggia fine in mezzo alla nebbia in un paese irlandese o scozzese suscita emozioni diverse se la sua passeggiata si svolge sotto il sole estivo, o sotto nuvole primaverili.
Non ho bene in testa cosa volessi dire con questo post, so solo che ho dormito meno di quattro ore e che in altre condizioni meteo e latitudini la solitudine l’accetterei in altro modo, forse con una visione un pò romantica di una persona che torna a casa e apprezza la propria condizione.
Machecazzoneso.
Notes
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speziavenezia said:
youtu.be/lpFxmTv… e’ un fattore mentale
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